new town

le new town dell’aquila non sono le città giardino inglesi della seconda metà del secolo scorso, sono alloggi prefabbricati (e temporanei vorrei aggiungere io) per gli sfollati del terremoto del 6 aprile 2009.
chiamarle con il loro vero nome serve a ricordare quei terribili secondi.
chiamarle con il loro vero nome ci aiuta a ricordare le promesse fatte e non mantenute, che sono servite solo a mettere medaglie sul petto come i generali sovietici, fantasmi tanto temuti che ormai fanno paura solo a se stessi.
chiamarle con il loro vero nome ci aiuta a ricordare lo scempio non solo architettonico, ma anche, e soprattutto, umano, fatto in tanti altri posti quali il corviale a roma, le vele di scampia o lo zen di palermo.

non dobbiamo mai dimenticare il vero significato delle parole. mai.
vinciamo la pigrizia ed apriamo il vocabolario, è un processo lento, lo so, non è veloce come leggere le prime tre parole dei risultati delle ricerche fatte con google; vinciamo la pigrizia ed apriamo il vocabolario, costa fatica, lo so, ma ci rende liberi, saldamente liberi dall’ignoranza in cui ci vogliono relegare… perché è solo grazie a questa “nostra” ignoranza che lor signori riescono a mantenere il potere democraticamente acquisito ed assicurarsi i privilegi usurpati… perché la democrazia è una bella cosa se fondata sulla consapevolezza, ma si deforma in oligarchia e può facilmente degenerare in dittatura se fondata sull’ignoranza (di chi elegge o viene eletto).

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