cinque…

identifichiamo uno stipendio minimo che consenta una vita decente senza privazioni, diciamo duemila euro netti al mese (per fare un esempio), fissiamo un rapporto tra lo stipendio massimo ed il minimo, diciamo cinque (non per fare un esempio, ma come valore massimo perché non servono più di diecimila euro per una vita dignitosa), ripartiamo quindi i guadagni tra tutti i dipendenti* in accordo allo stipendio minimo e questo rapporto, il surplus lo si investiti in ricerca (con sgravio fiscale da parte dello stato) o lo si ripartisca tra tutti i dipendenti* in funzione dello stesso rapporto di cui sopra.
non ci perderà chi percepisce lo stipendio più alto, perché vedrà il suo aumento proporzionale al rapporto di cui sopra, e ci guadagnerà chi percepisce lo stipendio minimo, oppure ci guadagnerà il paese (in virtù della ricerca) e l’azienda (per lo sgravio fiscale).

immaginiamo di estendere virtuosamente lo stesso ragionamento alle economie dei vari paesi, aiutando i paesi più poveri, ed ostacolando l’accentramento di ricchezze superflue nei paesi più ricchi (o potenti).

che bel mondo lasceremmo ai nostri pronipoti… purtroppo non nutro speranze per il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli o nipoti.

perché dovremmo farlo? perché del doman non v’è certezza e forse dovremmo pensare all’unica cosa che ci rende veramente immortali, la discendenza…

* per dipendenti si intendono tutti coloro che percepiscono uno stipendio dall’azienda, quindi non solo i dipendenti in senso stretto, ma anche quadri e dirigenti.

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2 Responses to cinque…

  1. Simone says:

    Vecchioni avrebbe detto:
    E ti diranno parole rosse come il sangue,
    nere come la notte;
    ma non è vero, ragazzo,
    che la ragione sta sempre col più forte
    io conosco poeti
    che spostano i fiumi con il pensiero,
    e naviganti infiniti
    che sanno parlare con il cielo.
    Chiudi gli occhi, ragazzo,
    e credi solo a quel che vedi dentro
    stringi i pugni, ragazzo,
    non lasciargliela vinta neanche un momento
    copri l’amore, ragazzo,
    ma non nasconderlo sotto il mantello
    a volte passa qualcuno,
    a volte c’è qualcuno che deve vederlo.

    Sogna, ragazzo sogna
    quando sale il vento
    nelle vie del cuore,
    quando un uomo vive
    per le sue parole
    o non vive più;
    sogna, ragazzo sogna,
    non lasciarlo solo contro questo mondo
    non lasciarlo andare sogna fino in fondo,
    fallo pure te..
    Sogna, ragazzo sogna
    quando cade il vento ma non è finita
    quando muore un uomo per la stessa vita
    che sognavi tu
    Sogna, ragazzo sogna
    non cambiare un verso della tua canzone,
    non lasciare un treno fermo alla stazione,
    non fermarti tu…

    Lasciali dire che al mondo
    quelli come te perderanno sempre
    perchè hai già vinto, lo giuro,
    e non ti possono fare più niente
    passa ogni tanto la mano
    su un viso di donna, passaci le dita
    nessun regno è più grande
    di questa piccola cosa che è la vita

    E la vita è così forte
    che attraversa i muri per farsi vedere
    la vita è così vera
    che sembra impossibile doverla lasciare
    la vita è così grande
    che quando sarai sul punto di morire,
    pianterai un ulivo,
    convinto ancora di vederlo fiorire

    Sogna, ragazzo sogna,
    quando lei si volta,
    quando lei non torna,
    quando il solo passo
    che fermava il cuore
    non lo senti più
    sogna, ragazzo, sogna,
    passeranno i giorni,
    passerrà l’amore,
    passeran le notti,
    finirà il dolore,
    sarai sempre tu…

    Sogna, ragazzo sogna,
    piccolo ragazzo
    nella mia memoria,
    tante volte tanti
    dentro questa storia:
    non vi conto più;
    sogna, ragazzo, sogna,
    ti ho lasciato un foglio
    sulla scrivania,
    manca solo un verso
    a quella poesia,
    puoi finirla tu.

  2. zia pina says:

    a chi possiamo augurare di veder fiorire l’ulivo? in altre parole, parafrasando il nazzareno, chi è senza peccato scagli la prima pietra… cinicamente me stesso!!!

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