dieci + due = dodici …

certe situazioni e certe persone sono come l’aquila caucasica che si accaniva per volontà altrui (sia ben chiaro, e paradosso disarmante, quindi, anche di queste situazioni!!!) contro prometeo… per quanto si riesca ad evitarle, facendo ricrescere nottetempo il nostro fegato (unico organo del umano in grado di rigenerarsi, mi dicono, paradosso disarmante anche questo, perché senza fine, in fondo, sono anche gli amori, ovvero l’opposto di tutto il sillogismo che sto inseguendo (sillogismo?, not sure!), sebbene siano questi l’aquila, un maelstrom senza periferia né fondo!!!), al sorgere del nuovo giorno sappiamo che il supplizio si ripeterà… ma quando viene a liberarmi l’eroe delle dieci fatiche (dieci, dieci, … due ancora gli mancano, sapete far di conto?) a che io gli possa suggerire di andare alla ricerca del padre (almeno secondo il cantastorie cieco) della giovane calipso?

post scriptum
prometeo, colui che riflette prima, fratello di epimeteo, colui che riflette dopo, al quale fu mandata in sposa pandora, la donna più bella
(certe cose succedono sempre agli altri!!!), forse la prima del genere umano, tanto stupida quanto bella (e forse è meglio così!!!), colei che liberò dal vaso quello che prometeo non aveva seminato tra il genere umano, fatica, malattia, vecchiaia, pazzia, passione e morte… e la speranza rimase nascosta a guardare (il gorilla leone allo zoo comunale?)… è sempre l’ultima a morire!!! ma siamo proprio certi di volerla far uscire dal vaso???

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