uno, nessuno o centomila?

Nessuno di noi può sentirsi detentore della Verità. Bensì, ciascuno di noi deve potersi sentire partecipe e deve poter contribuire al processo che conduce alla Verità.
Siamo tutti compagni di viaggio e solo rispettandoci ed aiutandoci riusciremo a raggiungere la meta.

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4 Responses to uno, nessuno o centomila?

  1. Simone says:

    Io se fossi Dio e io potrei anche esserlo sennò non vedo chi.
    Io se fossi Dio non mi farei fregare dai modi furbetti della gente
    non sarei mica un dilettante sarei sempre presente.
    Sarei davvero in ogni luogo a spiare o meglio ancora a criticare
    appunto cosa fa la gente.
    Per esempio il piccolo borghese com’è noioso non commette mai peccati grossi
    non è mai intensamente peccaminoso.
    Del resto, poverino, è troppo misero e meschino e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
    lui pensa che l’errore piccolino non lo conti o non lo veda.
    Per questo io se fossi Dio preferirei il secolo passato
    se fossi Dio rimpiangerei il furore antico dove si odiava e poi si amava e si ammazzava il nemico.
    Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.
    Io se fossi Dio
    non sarei così coglione a credere solo ai palpiti del cuore o solo agli alambicchi della ragione.
    Io se fossi Dio sarei sicuramente molto intero e molto distaccato come dovreste essere voi.
    Io se fossi Dio
    non sarei mica stato a risparmiare avrei fatto un uomo migliore.
    Sì, vabbe’, lo ammetto non mi è venuto tanto bene ed è per questo, per predicare il giusto
    che io ogni tanto mando giù qualcuno ma poi alla gente piace interpretare e fa ancora più casino.
    Io se fossi Dio
    non avrei fatto gli errori di mio figlio e sull’amore e sulla carità mi sarei spiegato un po’ meglio.
    Infatti non è mica normale che un comune mortale per le cazzate tipo compassione e fame in India
    c’ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna che viene da dire
    “Ma dopo come fa a essere così carogna?”
    Io se fossi Dio
    non sarei ridotto come voi e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante.
    Purtroppo l’occasione di morire simpaticamente non capita sempre e anche l’avventuriero più spinto muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto.
    Io se fossi Dio
    farei quello che voglio non sarei certo permissivo bastonerei mio figlio sarei severo e giusto
    stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto e se potessi anche gli africanisti e l’Asia
    e poi gli americani e i russi bastonerei la militanza come la misticanza
    e prenderei a schiaffi i volteriani, i ladri gli stupidi e i bigotti perché Dio è violento!
    E gli schiaffi di Dio appiccicano al muro tutti.
    Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.
    Finora abbiamo scherzato.
    Ma va a finire che uno prima o poi ci piglia gusto e con la scusa di Dio tira fuori tutto quello che gli sembra giusto. E a te ragazza che mi dici che non è vero che il piccolo borghese è solo un po’ coglione che quell’uomo è proprio un delinquente un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia e che ha tentato pure di violentare sua figlia.
    Io come Dio inventato come Dio fittizio prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico:
    speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia.
    Così per i giornali diventa un bravo padre di famiglia.
    Io se fossi Dio
    maledirei davvero i giornalisti e specialmente tutti che certamente non sono brave persone e dove cogli, cogli sempre bene. Compagni giornalisti avete troppa sete e non sapete approfittare delle libertà che avete avete ancora la libertà di pensare ma quello non lo fate e in cambio pretendete la libertà di scrivere e di fotografare. Immagini geniali e interessanti di presidenti solidali e di mamme piangenti. E in questa Italia piena di sgomento come siete coraggiosi, voi che vi buttate
    senza tremare un momento. Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti e si direbbe proprio compiaciuti. Voi vi buttate sul disastro umano col gusto della lacrima in primo piano.
    Sì, vabbe’, lo ammetto la scomparsa dei fogli e della stampa sarebbe forse una follia
    ma io se fossi Dio di fronte a tanta deficienza non avrei certo la superstizione della democrazia.
    Ma io non sono ancora del regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.
    Io se fossi Dio naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente nel regno dei cieli non vorrei ministri né gente di partito tra le palle perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.
    E tutti quelli che fanno questo gioco che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso
    come la lebbra e il tifo e tutti quelli che fanno questo gioco c’hanno certe facce che a vederle fanno schifo che sian untuosi democristiani o grigi compagni del Pci.
    Son nati proprio brutti o perlomeno tutti finiscono così.
    Io se fossi Dio
    dall’alto del mio trono vedrei che la politica è un mestiere come un altro e vorrei dire, mi pare Platone che il politico è sempre meno filosofo e sempre più coglione.
    È un uomo a tutto tondo che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
    che scivola sulle parole anche quando non sembra o non lo vuole.
    Compagno radicale la parola compagno non so chi te l’ha data ma in fondo ti sta bene tanto ormai è squalificata compagno radicale cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
    ti muovi proprio bene in questo gran casino e mentre da una parte si spara un po’ a casaccio
    dall’altra si riempiono le galere di gente che non c’entra un cazzo.
    Compagno radicale tu occupati pure di diritti civili e di idiozia che fa democrazia
    e preparaci pure un altro referendum questa volta per sapere dov’è che i cani devono pisciare.
    Compagni socialisti ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi compagni socialisti
    con le vostre spensierate alleanze di destra, di sinistra, di centro coi vostri uomini aggiornati
    nuovi di fuori e vecchi di dentro compagni socialisti, fatevi avanti che questo è l’anno del garofano rosso e dei soli nascenti fatevi avanti col mito del progresso e con la vostra schifosa ambiguità
    ringraziate la dilagante imbecillità.
    Ma io non sono ancora nel regno dei cieli sono troppo invischiato nei vostri sfaceli.
    Io se fossi Dio
    non avrei proprio più pazienza inventerei di nuovo una morale e farei suonare le trombe per il Giudizio universale.
    Voi mi direte: perché è così parziale il mio personalissimo Giudizio universale?
    Perché non suonano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti i giovani drogati e per le bombe.
    Perché non è comparsa ancora l’altra faccia della medaglia.
    Io come Dio, non è che non ne ho voglia
    io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili ma come uomo come sono e fui ho parlato di noi, comuni mortali
    quegli altri non li capisco mi spavento, non mi sembrano uguali.
    Di loro posso dire solamente che dalle masse sono riusciti ad ottenere
    lo stupido pietismo per il carabiniere di loro posso dire solamente
    che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.
    Io come uomo posso dire solo ciò che sento
    cioè solo l’immagine del grande smarrimento.
    Però se fossi Dio sarei anche invulnerabile e perfetto allora non avrei paura affatto
    così potrei gridare, e griderei senza ritegno che è una porcheria
    che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia.
    Ecco la differenza che c’è tra noi e gli innominabili:
    di noi posso parlare perché so chi siamo
    e forse facciamo più schifo che spavento
    di fronte al terrorismo o a chi si uccide c’è solo lo sgomento.
    Ma io se fossi Dio
    non mi farei fregare da questo sgomento e nei confronti dei politicanti sarei severo come all’inizio
    perché a Dio i martiri non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
    E se al mio Dio che ancora si accalora gli fa rabbia chi spara gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque se gli ha sparato un brigatista diventa l’unico statista.
    Io se fossi Dio
    quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio c’avrei ancora il coraggio di continuare a dire
    che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana è il responsabile maggiore
    di vent’anni di cancrena italiana.
    Io se fossi Dio
    un Dio incosciente, enormemente saggio c’avrei anche il coraggio di andare dritto in galera
    ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora quella faccia che era.
    Ma in fondo tutto questo è stupido perché logicamente
    io se fossi Dio la Terra la vedrei piuttosto da lontano e forse non ce la farei ad accalorarmi
    in questo scontro quotidiano.
    Io se fossi Dio
    non mi interesserei di odio e di vendetta e neanche di perdono
    perché la lontananza è l’unica vendetta
    è l’unico perdono.
    E allora
    va a finire che se fossi Dio
    io mi ritirerei in campagna
    come ho fatto io.

  2. Simone says:

    …ormai è un mio manifesto, è tutto scritto qui: quello che si legge e le conseguenze del pensiero. Perchè? Perchè al mondo c’è ancora bisogno di avere uomini che hanno il coraggio di gridare ciò che pensano…. e tu? se fossi Dio???

    • zia pina says:

      io se fossi dio sarei uno e trino (e mettice na pezza, con riferimento ai centomila!), e mi ritirerei in campagna, praticando la lontananza, e siccome mi si rinfaccia (delicatamente, ma lo fanno, e una coltellata delicata o violenta che sia sempre coltellata , o no?)… mi si rinfaccia che lo faccio ormai da tempo, da troppo tempo, siccome mi si rinfaccia che mi sono allontanato ed anche se non vivo in campagna guardo tutti con distacco, allora ti dico che se fossi dio, sarei dio col mal di testa che non riconosce ancora se stesso perché ha bevuto troppo la sera prima, in fondo se fossi dio forse già lo sono… e per chiudere in bellezza…

      Chi va dicendo in giro
      che odio il mio lavoro
      non sa con quanto amore
      mi dedico al tritolo,
      è quasi indipendente
      ancora poche ore
      poi gli darò la voce
      il detonatore.

      Il mio Pinocchio fragile
      parente artigianale
      di ordigni costruiti
      su scala industriale
      di me non farà mai
      un cavaliere del lavoro,
      io sono d’un’altra razza,
      son bombarolo.

      Nello scendere le scale
      ci metto più attenzione,
      sarebbe imperdonabile
      giustiziarmi sul portone
      proprio nel giorno in cui
      la decisione è mia
      sulla condanna a morte
      o l’amnistia.

      Per strada tante facce
      non hanno un bel colore,
      qui chi non terrorizza
      si ammala di terrore,
      c’è chi aspetta la pioggia
      per non piangere da solo,
      io sono d’un altro avviso,
      son bombarolo.

      Intellettuali d’oggi
      idioti di domani
      ridatemi il cervello
      che basta alle mie mani,
      profeti molto acrobati
      della rivoluzione
      oggi farò da me
      senza lezione.

      Vi scoverò i nemici
      per voi così distanti
      e dopo averli uccisi
      sarò fra i latitanti
      ma finché li cerco io
      i latitanti sono loro,
      ho scelto un’altra scuola,
      son bombarolo.

      Potere troppe volte
      delegato ad altre mani,
      sganciato e restituitoci
      dai tuoi aeroplani,
      io vengo a restituirti
      un po’ del tuo terrore
      del tuo disordine
      del tuo rumore.

      Così pensava forte
      un trentenne disperato
      se non del tutto giusto
      quasi niente sbagliato,
      cercando il luogo idoneo
      adatto al suo tritolo,
      insomma il posto degno
      d’un bombarolo.

      C’è chi lo vide ridere
      davanti al Parlamento
      aspettando l’esplosione
      che provasse il suo talento,
      c’è chi lo vide piangere
      un torrente di vocali
      vedendo esplodere
      un chiosco di giornali.

      Ma ciò che lo ferì
      profondamente nell’orgoglio
      fu l’immagine di lei
      che si sporgeva da ogni foglio
      lontana dal ridicolo
      in cui lo lasciò solo,
      ma in prima pagina
      col bombarolo.

      lei… sebbene l’abbia rimossa continua a sporgersi ad ogni foglio della mia memoria… ma questa è un’altra storia.

  3. zia pina says:

    by the way, non ho bevuto, sono ancora on the wagon (a sort of), è che ho carenza di ossigeno ai neuroni causa raffreddore aria condizionata polacca.

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