vite parallele…

perché in fondo è di questo che si tratta, è di questo che dobbiamo prendere coscienza e consapevolezza, che la nostra vita è fatta di frammenti che si susseguono, pur continuando a vivere allo stesso tempo dentro di noi, tutti assieme.
inutile illuderci che si possa chiudere (o considerare chiusa) una “situazione” per poi darne vita ad una nuova. questa “illusione” serve solo a permetterci di indossare una nuova coscienza, o meglio… una parvenza di… ma sotto questi abiti che ci siamo cuciti addosso, tutte le nostre “situazioni” precedenti continuano a vivere dentro di noi e a condizionarci, non solo come demiurghi che ci hanno plasmato e, in una qualche misura, continuano a condizionarci plasmando “situazioni” attuali (laborit, non lo nego) ma perché sappiamo che neanche la morte può cancellare il ricordo e le emozioni, che situazioni e persone hanno lasciato impresse come cicatrici sulla pelle della nostra vera coscienza, del nostro io (es e super io), della nostra anima (come la definirebbe qualcuno). alcune di queste cicatrici sono nascoste (si sono spostate o sono diventate difficilmente percettibili, in seguito alle “mute” della nostra coscienza, della nostra storia), e facciamo fatica a scovarle, ma le troviamo quando vogliamo, e le osserviamo con tenerezza e un innocuo rimpianto per un passato lontano; altre, invece, fanno bella mostra di se sul nostro volto e pur non volendo non possiamo fare a meno di osservarle ogni qualvolta ci si vede riflessi, in uno specchio così come nello sguardo di perplesso (dopo) di un’altra persona; peggio ancora, alcune di queste cicatrici, le più insidiose, riescono finanche a deformare la nostra espressione, il nostro sorriso, falsandolo irrimediabilmente… quanto deve essere doloroso per chi ci sta accanto, osservare questa strana luce nel nostro sguardo, nei nostri sorrisi, percepire l’esistenza di una lesione profonda dei muscoli della nostra coscienza, senza riuscire a vederla, combatterla o lenirla.

vi chiedo perdono.

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