… vivere senza sapere dove non vivevi…

con i miei silenzi ti ho dato spazi da riempire, ma tu sei fuggita via. forse hai avuto paura di questi silenzi, hai avuto paura del vuoto, ti sei fatta assalire dalla vertigine (ci vuole incoscienza e coraggio per goderne, della vertigine),…o forse egoisticamente hai semplicemente seguito il tuo istinto di felino in fuga, ma non sai cosa ti stai perdendo!
io so cosa mi stai facendo perdere, perché so che quello che sto perdendo l’ho perso prima che tu te ne andassi, ora non più…

l’unico modo per vincere la tristezza è consumarla, ma perché la mia sembra non finire mai? perché non esiste l’amore, esiste solo la fine dell’amore.

suggerendomi le parole di jonhatan safran foer, on the way to trachimbrod

 

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2 Responses to … vivere senza sapere dove non vivevi…

  1. The Captain says:

    Grandissimo. Non sono tipo da regole generali, oramai te ne sarai accorto. Ho sempre pensato che SONO le condizioni al contorno a determinare il risultato di un’equazione. e questo comporta analizzare singolarmente ogni situazione. Che per definizione è diversa dall’altra. Insomma ci risiamo Caro mio, ci siamo nuovamente ingarbugliati in discorso senza fine. Ma la questione non è neanche questa. La questione è: “è giusto vivere tutte le sfaccettature della vita, e quindi anche dell’Amore, pur conoscendo “la differenza”?”. Sono fortunato. Dio mi ha inviato una persona che mi ha ridato serenità. Eppure alle volte il mio pensiero vola lì. E’ inevitabile. E mi ci sento in colpa perchè poi mi dico: ma cosa vuoi di più?

    L’illuminazione che ho avuto è questa: sai perchè zia Pina non riusciamo a mettere il punto? Non perchè conosciamo “la differenza”…..alla fine (forse) quella differenza viene sostituita da altre cose, no, non è quello…….è che non l’abbiamo potuto vivere. Purtroppo è il dubbio che ci rode dentro. Quello di dire: sarebbe finita subito o sarebbe durata per sempre? E’ questa domanda il nostro chiodo fisso.

    Allora beviamolo questo amaro calice, ma con il gusto di vivere tutto….e quindi di non smettere mai di cercare!

    The Captain

    • zia pina says:

      le sfaccettature andrebbero vissute tutte per poter dire che si è vissuto, per poterlo raccontare un giorno, andrebbero… condizionale, non ne abbiamo il tempo, ma questo, come ben sappiamo, non ci autorizza (non lo faremmo comunque) a vivere le situazioni con superficialità… cerchiamo la giusta misura, la via di mezzo, né valle (troppo in ombra, né crinale, troppo esposto al vento, la via di mezzo, tanto sappiamo che in cima ci si arriva, però… però alcune situazioni devono essere vissute fino in fondo, ne va della nostra salute mentale, e l’amore è una di queste, non ci sono vie di mezzo, c’è o non c’è, in questo non ammetto tonalità di grigio, 0/1, bianco/nero, c’è/non c’è, la storia è viva, la storia è finita… e qui casca l’asino, perché alcune storie non finiscono, non c’è la parole fine, non ci sono funerali né lapidi, c’è che la storia si “interrompe”, si “sospende”, nessuno ti dice cosa succede, e ti cito… è che non lo abbiamo potuto vivere… non perché sia finito, ma perché è stato sospeso, come quando guardi un film e ti addormenti o ti chiamano al telefono e… e niente, te la prendi in saccoccia… perché per iniziare una cosa nuova devi esser sicuro di aver portato a termine quella che stavi facendo prima… come fai a dire è finita se non hai visto i titoli di coda?
      n.b. non prendo in considerazione sequel e prequel da botteghino che vanno tanto di moda oggigiorno (rofl)

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