sogno…

era una casa di montagna, ampi campi oltre le finestre aperte, luminosa, solare, io ero in ginocchio in quello che poteva essere un bagno di servizio, ampio, e stavo scuoiando degli animali, lepri o simili, mi stavate cercando forse ma sapevate che ero li, ad un certo punto sei entrato tu, ti sei guardato intorno con quei tuoi occhi di bambino curioso (me li immagino quando da piccolo al paese… un nodo alla gola), ti sei avvicinato, hai provato a parlare di altro, ti ho chiesto cosa c’era, hai iniziato a dire che si era rotto uno dei telecomandi delle televisioni e ti sei avvicinato e ti ho abbracciato mentre piangevi, ed io piangevo con te, mi sono svegliato, erano le 5e39 di questa mattina. non piangere papà, sono qui, qualunque cosa accada, non temere, non andrò via.

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