/apo’dit:iko/

[Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose,
2 maggio 2016,  Ascolta si fa sera , Rai. Radio 1.]

… vorrei riflettere con voi sulle parole che diciamo.
Noi umani se non ci viene rivolta la parola non riusciamo a vivere.
Noi parliamo, e le parole ci servono per vivere insieme.
Ma interiormente ogni parola ha la sua risonanza, accende immagini e pensieri, forgia emozioni e sentimenti.
Ogni espressione, quando raggiunge una persona, causa in chi l’ascolta una vibrazione psicologica.
Le parole sono come sassi scagliati in una pozza, anche il più piccolo tra di essi provoca un fremito della superficie dell’acqua. (e mi torna in mente Laborit, questa è mia…)
Per questo occorre fare attenzione quando si parla.
Innanzitutto bisogna evitare i toni apodittici*, la parola che vuole imporsi.
Occorre ascoltare la persona che ascolta e la sua dignità.
Evitare le affermazioni in cui risuonano “mai”, “sempre”, o i paragoni tra le persone.
Evitare i “si deve”, “bisogna”.
Perché queste espressioni tolgono la responsabilità agli altri, negano agli altri discernimento e libera decisione.
Così la comunicazione si spoglia della possibile carica di violenza.

p.s. interessante riflettere sulle parole dette, in particolare il significato del termine apodittico, e il ruolo istituzionale di chi le ha pronunciate…

* e per scandagliare e portare luce negli abissi della mia ignoranza…
Treccani  apodìttico agg. [dal lat. tardo apodictĭcus, gr. ἀποδεικτικός «dimostrativo»] (pl. m. -ci). –
1. Nel linguaggio filos., che riguarda l’apodissi e partecipa quindi del suo carattere di necessità logica: il processo a.; per estens., pienamente dimostrativo, evidente: argomento a.; dimostrare in maniera a.; visione a., evidenza a., nella fenomenologia husserliana. In partic., nella logica kantiana, giudizio a. (contrapp. ad assertorio e problematico), quello in cui l’affermazione o la negazione si considerano come necessarie (A è necessariamente B; A non può essere B).
2. Con uso più recente, soprattutto nel linguaggio polit., inconfutabile, dogmatico: giudizio a., discorso a., enunciato o pronunciato in tono dogmatico, senza dimostrazione e senza sostegno di prove; anche riferito a persona che parla, giudica o argomenta in tono dogmatico, dando alle sue parole un carattere di validità assoluta.
Treccani: Sinonimi e Contrari  apodittico /apo’dit:iko/ agg. [dal lat. tardo apodictĭcus, gr. apodeiktikós “dimostrativo”] (pl. m. -ci). – 1. (filos.) [che partecipa del carattere di necessità logica dell’apodissi] ≈ dimostrativo, evidente. 2. (estens.) [che non ammette dubbi, di assoluta evidenza: un argomento a.; dimostrare in maniera a.] ≈ certo, chiaro, deciso, evidente, inconfutabile, incontestabile, incontrovertibile, indiscutibile, indubbio, innegabile, inoppugnabile, irrefutabile, lampante, perentorio, reciso, risoluto, sicuro. ↑ dogmatico. ↔ confutabile, contestabile, discutibile, dubbio, incerto, indeciso, insicuro, ipotetico, obiettabile, oppugnabile.

 

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